- 05.06.2026
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A Milano, l’Europa lancia l’allarme sulle nuove vie della nicotina
La nicotina sta cambiando volto. Mentre il consumo di sigarette tradizionali continua complessivamente a diminuire in Europa, nuovi prodotti stanno rapidamente ridisegnando il panorama della dipendenza: sigarette elettroniche, bustine di nicotina, prodotti del tabacco riscaldato, marketing digitale e strategie di influenza rivolte alle giovani generazioni.
Dal 20 al 22 maggio, la 10ª edizione della European Conference on Tobacco or Health (ECToH) ha riunito a Milano ricercatori, responsabili politici, organizzazioni di salute pubblica e professionisti della prevenzione provenienti da tutta Europa attorno a un tema particolarmente significativo: «Nicotine-Free Spaces for Healthier Cities».
Dietro questo slogan, tuttavia, è emersa con forza una constatazione condivisa da molti partecipanti: il tabagismo è in lieve diminuzione, ma la nicotina trova nuove strade.
«This is not harm reduction, this is harm creation»
Il tono della conferenza è stato definito fin dall’apertura.
In un videomessaggio registrato, il Direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha denunciato i nuovi meccanismi di dipendenza associati ai prodotti nicotinici emergenti con una frase che ha colpito molti partecipanti:
«This is not harm reduction, this is harm creation.»
Nel corso dei tre giorni di conferenza, gli interventi si sono susseguiti attorno a una stessa preoccupazione: l’industria del tabacco e della nicotina non sta scomparendo. Si sta trasformando.
Il dottor Silvano Gallus, presidente del Comitato scientifico dell’ECToH 2026 e ricercatore presso l’Istituto Mario Negri di Milano, ha ricordato che l’Europa sta entrando in una fase particolarmente complessa della lotta al tabagismo e alla dipendenza da nicotina. Se in diversi Paesi europei il consumo di sigarette tradizionali continua a diminuire gradualmente, la rapida diffusione dei nuovi prodotti nicotinici suscita forti preoccupazioni tra gli esperti di salute pubblica.
Diverse sessioni scientifiche sono state dedicate alle sigarette elettroniche, ai prodotti del tabacco riscaldato e alle bustine di nicotina, il cui utilizzo sta aumentando rapidamente tra i giovani in numerosi Paesi europei. I ricercatori hanno inoltre sottolineato come le conoscenze scientifiche sugli effetti a lungo termine di alcuni di questi prodotti siano ancora limitate, nonostante la loro diffusione cresca rapidamente.
Diversi studi presentati durante la conferenza hanno tuttavia evidenziato la presenza di sostanze tossiche e cancerogene nei prodotti nicotinici emergenti, rafforzando le preoccupazioni degli specialisti riguardo a una futura ondata di problemi di salute associati a queste nuove forme di consumo.
Strategie di marketing sempre più difficili da individuare
Tra i numerosi temi affrontati a Milano, il marketing digitale e i social media hanno occupato un posto centrale.
Amélie Eschenbrenner, del Comité national contre le tabagisme (CNCT) francese, ha presentato i risultati di attività di monitoraggio dedicate alla promozione dei prodotti nicotinici sui social network.
Tra le sue osservazioni più significative vi è il fatto che, dal 2025, la pubblicità visibile sembra essere diminuita su alcune piattaforme. Tuttavia, questa diminuzione può risultare ingannevole.
Le strategie di marketing stanno infatti evolvendo rapidamente e diventano semplicemente meno visibili: gruppi privati, marketing tramite SMS o e-mail, influencer, contenuti effimeri, emoji, meme e codici visivi ispirati alla cultura digitale degli adolescenti.
Inoltre, queste comunicazioni omettono frequentemente gli obblighi legali relativi agli avvertimenti sanitari. Non solo: una parte significativa dei contenuti promozionali analizzati non indicava chiaramente la propria natura commerciale.
La ricercatrice ha infine ricordato che gli aromi continuano a rappresentare uno dei principali fattori di attrattiva dei nuovi prodotti nicotinici tra i giovani consumatori e costituiscono uno degli elementi centrali di queste strategie di marketing.
Nuove porte d’accesso alla dipendenza da nicotina
Diversi studi presentati durante la conferenza hanno inoltre evidenziato la facilità con cui i minori possono accedere ai nuovi prodotti nicotinici.
Nel corso di una sessione dedicata al tabagismo e all’uso di nicotina tra i giovani, Marta Agnieszka Miller, ricercatrice coinvolta nello studio PolNicoYouth in Polonia, ha presentato dati che mostrano un forte aumento dell’utilizzo di sigarette elettroniche e bustine di nicotina tra gli adolescenti. Altri interventi hanno evidenziato come l’iniziazione ad alcuni prodotti avvenga ormai già all’età di 13 o 14 anni.
Secondo diversi ricercatori presenti a Milano, le sigarette elettroniche rappresentano oggi i prodotti nicotinici più utilizzati dagli adolescenti in diversi Paesi europei, superando le sigarette tradizionali.
Anche le bustine di nicotina suscitano una crescente preoccupazione. Nel corso di una sessione dedicata a questo tema, Lotus Sofie Bast, ricercatrice senior presso il National Institute of Public Health dell’Università della Danimarca Meridionale, si è interrogata sul profilo di questi nuovi consumatori: si tratta principalmente di giovani che già fumano sigarette tradizionali oppure di una nuova popolazione che entra nella dipendenza da nicotina attraverso questi prodotti?
Secondo i dati presentati, tali prodotti sembrano attirare soprattutto nuovi consumatori, piuttosto che giovani che già utilizzano sigarette tradizionali.
Una nuova battaglia culturale attorno alla nicotina
Al di là dei prodotti stessi, diversi interventi hanno insistito su una tendenza più ampia: la progressiva normalizzazione dei prodotti contenenti nicotina negli spazi digitali e culturali frequentati dai giovani.
La questione non riguarda più soltanto i singoli prodotti, ma un intero ecosistema della nicotina che è diventato sempre più presente sui social media, nei codici culturali giovanili e in alcuni spazi pubblici.
In questo contesto, diversi relatori hanno sottolineato che le politiche di salute pubblica non possono più limitarsi a regolamentare determinati prodotti. Devono anche affrontare in modo più ampio l’influenza esercitata dall’industria della nicotina sui comportamenti di consumo, sugli ambienti digitali e sulle norme sociali.
Prezzi, fiscalità e disuguaglianze sociali
Diversi esperti hanno inoltre ricordato che le persone con redditi più bassi continuano a essere le più colpite dal tabagismo e dalle sue conseguenze sanitarie.
In questo contesto, le politiche dei prezzi e della tassazione sono state presentate più volte come uno degli strumenti più efficaci per ridurre il consumo, in particolare tra i giovani.
La Svizzera resta tra gli ultimi Paesi d’Europa
La prima giornata della conferenza è stata inoltre segnata dalla presentazione ufficiale del Tobacco Control Scale 2025, la classifica europea che valuta le politiche di controllo del tabacco in 37 Paesi.
La Svizzera occupa il penultimo posto.
Come recentemente ricordato da AT Svizzera, questo risultato riflette le importanti lacune esistenti nel nostro Paese in materia di pubblicità per il tabacco e la nicotina, protezione dalle interferenze dell’industria del tabacco e regolamentazione dei nuovi prodotti nicotinici.
Presente alla sessione inaugurale della conferenza, Dirk Van den Steen, rappresentante della Direzione generale della Salute e della Sicurezza alimentare della Commissione europea (DG SANTE), ha ricordato che i progressi compiuti in Europa negli ultimi anni non devono far dimenticare le sfide future.
«This is not a sprint, but a marathon.»
Conclusione: regolamentare i prodotti… e l’industria
Diverse sessioni dedicate alla «tobacco industry interference» — l’ingerenza dell’industria del tabacco nella ricerca, nella politica o nella comunicazione — hanno evidenziato le importanti strategie di riposizionamento attualmente messe in atto attorno ai cosiddetti prodotti di «riduzione del danno».
Al di là del dibattito scientifico, numerosi esperti hanno descritto un tentativo più ampio dell’industria del tabacco e della nicotina di presentarsi progressivamente non più come parte del problema, bensì come parte della soluzione.
Diversi relatori hanno tuttavia osservato che questo utilizzo strategico del concetto di «harm reduction» («riduzione del danno») contribuisce anche a offuscare la percezione dei rischi associati a prodotti che mantengono la dipendenza da nicotina e che attirano sempre più una nuova generazione di consumatori.
A Milano, numerosi partecipanti hanno sottolineato che la lotta al tabagismo sta entrando in una nuova fase.
Per decenni, le politiche di salute pubblica si sono concentrate principalmente sulla sigaretta tradizionale. Oggi, gli attori della prevenzione devono confrontarsi con un universo molto più frammentato, digitale e in continua evoluzione, nel quale la nicotina si diffonde attraverso nuovi prodotti, nuovi codici culturali e nuove strategie commerciali.
Una domanda sembrava attraversare molte delle discussioni svoltesi durante la conferenza: come evitare che una nuova generazione sviluppi una dipendenza da nicotina proprio nel momento in cui questa diventa più discreta, più tecnologica, più diffusa e talvolta persino percepita come moderna o innocua?
Per molti esperti presenti a Milano, la sfida dei prossimi anni non consisterà soltanto nel regolamentare alcuni prodotti, ma anche nel disciplinare meglio le strategie industriali e commerciali che oggi accompagnano la diffusione della nicotina negli spazi digitali, sociali e culturali frequentati dalle giovani generazioni.
Infine, il Comitato scientifico dell’ECToH ha invitato le autorità locali, nazionali ed europee ad adottare e applicare misure ambiziose e globali riguardanti tutti i prodotti del tabacco, della nicotina e quelli correlati. Tra queste figurano regolamentazioni rigorose ed efficaci, il rafforzamento delle politiche di prezzo e tassazione e la protezione dei giovani, dell’ambiente e delle istituzioni pubbliche dalle interferenze dell’industria.
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Una partecipazione attiva di AT Svizzera all’ECToH 2026 AT Svizzera ha svolto un ruolo attivo durante i tre giorni della European Conference on Tobacco or Health (ECToH). Luciano Ruggia, direttore di AT Svizzera, ha fatto parte del Comitato scientifico del congresso. Ha inoltre moderato una sessione dedicata ai nuovi prodotti del tabacco e della nicotina (Novel and Emerging Nicotine and Tobacco Products) e vi ha presentato un intervento su questi prodotti emergenti. Benoît Perriard, responsabile della comunicazione di AT Svizzera, ha presentato un poster dedicato alla piattaforma nazionale sulla fumata passiva passivesmoke.ch, ha moderato una sessione di poster scientifici e ha assicurato la copertura giornalistica del congresso per il presente articolo. Kris Schürch, responsabile del progetto Gestione delle conoscenze, ha partecipato alla tavola rotonda plenaria dedicata al Tobacco Control Scale, ha moderato una sessione di poster scientifici e ha presentato un poster intitolato Sociodemographic Differences in Smoking Behaviours by Migration Background. |