In Vallese il divieto di vendere sigarette elettroniche usa e getta resterà in vigore: lo ha deciso il Tribunale federale

Decisione del Tribunale federale 2C_264/2025, 2C_290/2025, 2C_291/2025 del 1° luglio 2026

Il Tribunale federale ha confermato che le autorità cantonali vallesane possono vietare la vendita di sigarette elettroniche usa e getta. Questa giurisprudenza dovrebbe facilitare l’adozione di misure analoghe da parte di altri Cantoni che intendono proteggere l’ambiente intervenendo in tal senso.

In una decisione del 1° luglio di quest’anno, pubblicata la scorsa settimana, il Tribunale federale ha respinto tre ricorsi che erano stati interposti contro la modifica della legge cantonale vallesana sulla salute, che vieta la vendita di sigarette elettroniche usa e getta, al fine di proteggere l’ambiente, ma anche la salute e l’ordine pubblici. Ora, con la decisione del Tribunale federale, il divieto di vendere sigarette elettroniche usa e getta sul territorio vallesano è ormai definitivo.

I ricorsi sui quali si è pronunciato il Tribunale federale erano stati presentati da Swiss Tobacco, l’associazione di categoria svizzera che riunisce i commercianti di tabacco, da Philip Morris Switzerland, tra i cui prodotti figurano anche sigarette elettroniche, e da due commerci al dettaglio vallesani.

Quanto contestato dai ricorrenti

In via principale, i ricorrenti sostenevano che il Cantone ha violato il principio del primato del diritto federale. A loro avviso, la legge federale sui prodotti del tabacco e sulle sigarette elettroniche (legge sui prodotti del tabacco, LPTab), entrata in vigore nel 2024, disciplina già in modo esaustivo a livello nazionale la commercializzazione di questi prodotti e, di conseguenza, ai Cantoni non resterebbe più alcuna competenza in materia. Secondo i ricorrenti, inoltre, la competenza di vietare la vendita di prodotti usa e getta oppure destinati a un impiego di breve durata per motivi legati alla limitazione o allo smaltimento dei rifiuti e, quindi, alla protezione dell’ambiente, spetta, in base alla legge federale sulla protezione dell’ambiente (legge sulla protezione dell’ambiente, LPAmb), esclusivamente al Consiglio federale.

Il Tribunale federale non ha accolto alcuno dei motivi di impugnazione avanzati dai ricorrenti.

L’argomento del primato del diritto federale

Per quanto riguarda il carattere esaustivo della LPTab, il Tribunale federale ha respinto l’argomentazione. Ritiene infatti che attraverso questo legge il Legislatore federale non abbia inteso disciplinare in modo esaustivo la commercializzazione dei prodotti del tabacco e dei prodotti assimilati. Di conseguenza, resta possibile adottare altre misure, quali le restrizioni alla vendita dei prodotti in questione, sulla base di altre disposizioni legislative, federali o cantonali, e per altri motivi, in particolare quelli legati alla tutela dell’ambiente.

Ha inoltre ricordato che, sebbene la LPAmb attribuisca al Consiglio federale la competenza di disciplinare, per motivi ambientali, la commercializzazione di determinati prodotti, i Cantoni conservano una competenza residua fintantoché la competenza federale non sia stata esercitata. Il Tribunale federale ha constatato che, in assenza, ad oggi, di una normativa federale specifica sulle sigarette elettroniche usa e getta, nulla impedisce al Cantone del Vallese di legiferare in merito a tali prodotti e, pertanto, di vietarne la vendita.

Il Tribunale federale ha rilevato che questa soluzione è in linea con la normativa europea sui prodotti del tabacco, alla quale la Confederazione ha voluto armonizzare la propria legislazione e alla quale la LPTab si ispira ampiamente. La normativa europea lascia agli Stati membri la possibilità di adottare regolamenti più severi, o addirittura divieti. È proprio in questa direzione che si sono mossi il Belgio, la Francia e il Regno Unito, dove la vendita di sigarette elettroniche usa e getta è vietata. (Altri paesi, quali l’Irlanda, l’Austria e la Bulgaria, stanno per fare altrettanto.)

La violazione della libertà economica

I ricorrenti sostenevano inoltre che il divieto di vendita comportasse una restrizione delle loro attività commerciali tale da violare la legge federale sul mercato interno (LMI) nonché la libertà economica garantita dall’articolo 27 della Costituzione federale. Anche questi motivi di impugnazione sono stati ritenuti infondati dal Tribunale federale, in quanto gli interessi pubblici alla protezione dell’ambiente (art. 74 Cost.) e allo sviluppo sostenibile (art. 2 e 73 Cost.) prevalgono e, nel caso specifico, sono idonei a giustificare una restrizione del libero accesso al mercato quale prevista dall’articolo 3 capoverso 1 lettera b LMI. Pertanto, in funzione degli obiettivi perseguiti dal divieto di vendita sul territorio vallesano, esso costituisce una restrizione proporzionata e, di conseguenza, non viola la LMI né la libertà economica garantita dalla Costituzione federale.

L’ostacolo posto dal principio «Cassis de Dijon»

Infine, il Tribunale federale ha esaminato l’ultimo argomento sollevato dai ricorrenti, secondo i quali il divieto vallesano costituirebbe un ostacolo al commercio con gli Stati membri dell’UE ai sensi della legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC); in altre parole, i ricorrenti ritengono che violi il principio «Cassis de Dijon». Secondo il Tribunale federale, la LOTC non concerne gli ostacoli al commercio tra i Cantoni, ostacoli che rientrano invece esclusivamente nel campo d’applicazione della LMI. Di conseguenza, il principio «Cassis de Dijon» non si oppone a un divieto di commercializzazione riguardante il territorio di un Cantone o di più Cantoni.

Il Tribunale federale precisa che i ricorsi contro il divieto di vendere sigarette elettroniche usa e getta presentati in lingua tedesca saranno oggetto di una sua successiva decisione in lingua tedesca.

Il divieto delle sigarette elettroniche usa e getta nel Cantone di Ginevra

Secondo quanto riportato dal quotidiano Le Temps, la scorsa settimana il Tribunale federale ha concesso l’effetto sospensivo al ricorso presentato dal Gran Consiglio ginevrino contro la decisione della Camera costituzionale del Tribunale cantonale che ha invalidato il divieto di vendere sigarette elettroniche usa e getta, ritenendo che la legislazione federale (LPTab) esaurisca la competenza cantonale in materia. Secondo Le Temps, nella sua decisione sull’effetto sospensivo il Tribunale federale ha fatto notare che la sua decisione sui ricorsi vallesani è in contrasto con quella del Tribunale cantonale ginevrino.

« Genève peut maintenir l’interdiction des puffs pendant le recours devant le Tribunal fédéral » , Le Temps, 17 luglio 2026.

Quali conseguenze per gli altri Cantoni?

Ad oggi solo due Cantoni, ossia Vallese e Ginevra, hanno vietato la vendita di sigarette elettroniche usa e getta.

La decisione del Tribunale federale incoraggia i Cantoni che si stanno muovendo in questa direzione. Il Consiglio di Stato friburghese ha già posto in consultazione un disegno di legge in merito, mentre nei Cantoni di Berna, Basilea Città, Giura, Neuchâtel, Soletta, Turgovia e Vaud sono state approvate mozioni parlamentari che incaricano i rispettivi governi di vietare tali prodotti.

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Divieto a livello federale

La mozione Vietare le sigarette elettroniche monouso, presentata nel 2023 dal consigliere nazionale Christophe Clivaz, è stata adottata da entrambe le Camere e trasmessa al Consiglio federale con l’incarico di proporre una modifica della LPTab che preveda il divieto di vendere sigarette elettroniche usa e getta su tutto il territorio svizzero. Il Consiglio federale non ha ancora presentato il disegno di modifica legislativa.

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