Fumo passivo: 2,7 miliardi di persone ancora esposte nel mondo

Nonostante i progressi compiuti dal 1990, l’esposizione al fumo passivo rimane un importante problema di salute pubblica. Una nuova analisi pubblicata su The Lancet Public Health stima che nel 2023 fossero ancora esposte al fumo passivo 2,71 miliardi di persone nel mondo. Tra queste, 767 milioni di bambini sotto i 15 anni.

La portata del fenomeno resta considerevole. Secondo un nuovo studio del Global Burden of Disease (GBD) 2023, pubblicato nel settembre 2026 su The Lancet Public Health, più di un terzo della popolazione mondiale è ancora esposto al fumo passivo.

I ricercatori hanno analizzato l’evoluzione dell’esposizione in 204 Paesi e territori tra il 1990 e il 2023. Si tratta della prima pubblicazione del GBD dedicata specificamente alla prevalenza del fumo passivo e alle sue conseguenze sulla salute.

Una diminuzione che non basta

Dal 1990, la prevalenza globale standardizzata per età è diminuita del 22,2%. Questa evoluzione positiva nasconde tuttavia una realtà preoccupante: anche a causa della crescita demografica, il numero complessivo di persone esposte non è diminuito a livello mondiale.

In alcune regioni è addirittura aumentato notevolmente. Tra il 1990 e il 2023, il numero di persone esposte è quasi raddoppiato nell’Africa subsahariana (+98,5%) ed è cresciuto del 72,1% in Nord Africa e Medio Oriente.

I bambini rimangono particolarmente colpiti. Nel 2023, circa 767 milioni di bambini tra 0 e 14 anni erano esposti al fumo passivo.

None

1,66 milioni di decessi in un solo anno

Le conseguenze per la salute sono considerevoli. Per il solo 2023, i ricercatori attribuiscono al fumo passivo circa 1,66 milioni di decessi nel mondo e 44,8 milioni di anni di vita in buona salute persi a causa di malattie, disabilità o morte prematura (DALY).

Le cardiopatie ischemiche rappresentano la principale causa di questo carico di malattia nella popolazione complessiva. Tra i bambini, sono invece le infezioni delle basse vie respiratorie ad avere il peso maggiore.

Lo studio valuta complessivamente i rischi associati a nove problemi di salute. Anche l’asma è ora incluso nelle stime del Global Burden of Disease.

Una migliore protezione negli spazi pubblici e a casa

Secondo gli autori, i progressi registrati negli ultimi tre decenni non devono far dimenticare che l’esposizione rimane estremamente diffusa. Persistono importanti differenze geografiche e, in alcuni Paesi, le donne sono nettamente più esposte degli uomini.

I ricercatori chiedono di accelerare l’attuazione e l’applicazione di misure globali di prevenzione del tabagismo, ponendo particolare attenzione alla protezione delle donne e dei bambini. Questa protezione non riguarda soltanto i luoghi pubblici: anche l’esposizione in casa rimane una questione centrale.

I risultati ricordano quindi che il fumo passivo non riguarda unicamente il consumo individuale di tabacco. Colpisce anche persone che non fumano e che possono essere esposte involontariamente nel loro ambiente quotidiano.

E in Svizzera? Una legislazione che dal 2010 è cambiata ben poco

In Svizzera, la protezione dal fumo passivo si basa ancora in larga misura sulla legge federale entrata in vigore nel 2010. Questa vieta di fumare negli spazi chiusi accessibili al pubblico o adibiti a luogo di lavoro per più persone, come ristoranti, scuole, ospedali, trasporti pubblici o uffici condivisi. Prevede tuttavia diverse eccezioni, in particolare per le sale fumatori e alcuni esercizi per fumatori.

Da allora, il quadro legislativo federale non ha conosciuto sviluppi significativi che permettessero di estendere realmente la protezione della popolazione. Dall’ottobre 2024, il divieto si applica anche alle sigarette elettroniche e ai prodotti del tabacco riscaldato nei luoghi interessati. Rimangono tuttavia importanti lacune.

La legislazione federale resta concentrata soprattutto sugli spazi interni. Non offre una protezione generale dal fumo passivo negli spazi esterni, ad esempio alle fermate dei trasporti pubblici, su alcune terrazze o in prossimità degli ingressi degli edifici. Non prevede inoltre una protezione specifica quando il fumo proveniente da terzi penetra in un’abitazione privata da un appartamento vicino, da un balcone o dagli spazi comuni.

L’AT Svizzera chiede una migliore protezione dal fumo passivo

Per l’AT Svizzera, i nuovi dati pubblicati su The Lancet Public Health ricordano che il fumo passivo non riguarda soltanto il comportamento individuale: proteggere la popolazione dall’esposizione involontaria è una responsabilità di salute pubblica.

La Svizzera deve rafforzare la propria legislazione e proteggere meglio la popolazione nei luoghi in cui non è ragionevolmente possibile evitare l’esposizione. Un’attenzione particolare deve essere rivolta ai bambini, che non possono scegliere il proprio ambiente né sottrarsi autonomamente al fumo degli adulti.

Questa protezione deve inoltre tenere conto dell’evoluzione delle modalità di consumo. Anche le sigarette elettroniche e i prodotti del tabacco riscaldato emettono aerosol contenenti sostanze potenzialmente nocive e devono essere integrati in modo coerente nelle misure di protezione.

Parallelamente al suo impegno politico, l’AT Svizzera ha sviluppato passivesmoke.ch, una piattaforma nazionale dedicata al fumo passivo. Disponibile in più lingue, raccoglie informazioni scientifiche e giuridiche e offre consigli pratici alle persone confrontate con il fumo passivo, in particolare nella propria abitazione.

A più di 15 anni dall’entrata in vigore della legge federale, le conoscenze scientifiche sono progredite e i prodotti sono cambiati. È tempo che evolva anche la protezione della popolazione svizzera dal fumo passivo.

Per saperne di più

Articoli correlati