- 11.08.2026
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Distributori automatici di nicotina: fallimento strutturale della verifica dell’età
Proteggere la popolazione minorenne è uno degli obiettivi principali della legge federale sui prodotti del tabacco e sulle sigarette elettroniche (LPTab), ma continua ad essere notevolmente ostacolato dalla possibilità di acquistare questi prodotti a un distributore automatico. Sebbene la LPTab vieti ai gestori di questi apparecchi di vendere prodotti del tabacco e sigarette elettroniche a chi non ha ancora compiuto 18 anni, diversi casi emersi di recente dimostrano che i sistemi di verifica dell’età possono essere aggirati con facilità se non persino essere resi inoperanti da banali errori tecnici. Inoltre, i test di acquisto effettuati in alcuni Cantoni confermano che presso i distributori automatici si constatano percentuali di vendita a minorenni nettamente superiori a quelle constatate nei commerci al dettaglio dove è presente personale di vendita. Dati di fatto che sollevano una domanda di fondo: un distributore automatico può realmente garantire una protezione efficace della popolazione minorenne oppure mostra limiti che sono intrinseci a questa modalità di distribuzione?
Diversi casi emersi di recente permettono di mettere in luce gli angoli morti di questo sistema.
Wabern (BE) : un distributore Selecta privo di qualsiasi verifica dell’età
A Wabern (BE) si è scoperto che un distributore automatico installato nel perimetro della stazione ferroviaria metteva in vendita sigarette, sigarette elettroniche, bustine di nicotina e altri prodotti di questo tipo senza alcun sistema di verifica dell’età, violando quindi il divieto previsto dalla LPTab.
Dell’anomalia si sono accorti alcuni vicini, incuriositi dal fatto che fosse possibile acquistare questi prodotti senza incontrare ostacoli di sorta. La notizia si è poi diffusa attraverso diversi canali di informazione[i] e la copertura mediatica ha costretto Selecta ad ammettere che vi è stato un errore di configurazione al momento in cui il distributore è stato installato. Il gestore ha poi provveduto a riattivare il sistema di verifica dell’età.
A tutt’oggi, non sono state rese pubbliche informazioni che consentano di capire se questa violazione della LPTab abbia dato luogo a un procedimento amministrativo e a una sanzione. Eppure, al fine di garantire un’applicazione efficace della legislazione in vigore e di rafforzarne l’effetto deterrente, questo tipo di infrazione andrebbe sanzionato con rapidità, sistematicamente e con contravvenzioni sufficientemente elevate da spingere i gestori a tenere sotto controllo rigoroso questo tipo di apparecchi.
Si tratta certo di un singolo caso di malfunzionamento tecnico, ma questo incidente porta alla luce una debolezza intrinseca al modello svizzero: il rispetto della legislazione in vigore, infatti, non dipende solo dall’adozione di un sistema di verifica dell’età, ma anche dalla garanzia che il gestore installi e configuri questi apparecchi in modo corretto, li sottoponga a una manutenzione periodica e li tenga efficacemente sotto controllo. In caso contrario, un semplice errore tecnico o umano rende inefficace una misura che è invece essenziale per proteggere la popolazione minorenne, senza che ciò venga immediatamente rilevato dalle autorità.
Va anche osservato che il caso di Wabern assume una dimensione più ampia alla luce della strategia annunciata da Selecta appena un mese prima, ossia nel giugno 2026. Dopo aver ritirato, oltre dieci anni fa, i prodotti del tabacco dalla sua rete di distributori automatici installati in luoghi direttamente accessibili al pubblico, l’azienda torna sui suoi passi e conferma la loro graduale reintroduzione in alcuni distributori sul territorio svizzero. Ora questi prodotti sono in vendita accanto a bibite e snack di vario genere, assieme a sigarette elettroniche, bustine di nicotina e persino accendini. Selecta afferma che questa nuova offerta si basa su un dispositivo di verifica dell’età che scatta prima di accedere alla selezione dei prodotti e che, se non viene superato, impedisce di effettuare qualsiasi acquisto.[ii] Tuttavia, queste sono affermazioni del gestore stesso, che non sono supportate da alcuna valutazione indipendente quanto all’affidabilità del sistema. Vanno quindi prese con le pinze, soprattutto considerando che l’incidente di Wabern è avvenuto proprio a ridosso. È evidente, infatti, che un sistema può essere tecnicamente efficiente in teoria, ma in pratica può risultare vulnerabile a errori di installazione, configurazione o manutenzione. Inoltre, la reintroduzione di questo tipo di prodotti nei distributori automatici generici solleva un altro problema: collocati accanto a bibite, dolciumi e quant’altro, i prodotti contenenti tabacco e nicotina assumono l’apparenza banale di beni di consumo ordinario. Non solo: in tal modo profittano anche di una visibilità costante, che attira soprattutto l’attenzione dei più giovani. Una strategia commerciale che evidenzia i limiti di un modello nel quale la protezione dei minorenni poggia su una soluzione tecnica, piuttosto che su una limitazione ben più rigorosa del canale di vendita.
Ticino : una semplice fotografia rende inefficace la verifica dell’età
Nel febbraio 2026, la Polizia intercomunale Malcantone Ovest ha segnalato ad AT Svizzera un grave problema relativo ai distributori automatici di prodotti del tabacco installati nel Canton Ticino. La segnalazione è nata dopo che alcuni allievi delle scuole medie, di età compresa tra i 12 anni e l’adolescenza, erano riusciti ad acquistare sigarette presso un distributore automatico situato alla stazione Ferrovia Lugano-Ponte Tresa di Ponte Tresa. Secondo quanto emerso, il sistema di verifica dell’età poteva essere facilmente aggirato: era infatti sufficiente mostrare allo scanner del distributore una semplice fotografia del retro del documento d'identità di una persona maggiorenne, immagini che i minorenni si scambiavano liberamente tramite applicazioni di messaggistica.
A seguito della segnalazione, la Polizia ha effettuato una serie di verifiche sul posto. Gli agenti hanno constatato che il medesimo sistema era presente anche in altri distributori automatici della zona e hanno riprodotto con successo la procedura utilizzando la fotografia del proprio documento d’identità, dimostrando che il distributore si sbloccava senza alcuna verifica dell’identità della persona presente davanti alla macchina. Le verifiche hanno inoltre evidenziato che tutti i distributori ispezionati erano accessibili 24 ore su 24, installati all’esterno di esercizi commerciali e privi di qualsiasi controllo da parte di personale. Oltre alle sigarette, alcuni distributori offrivano anche sigarette elettroniche, prodotti derivati della canapa e, in un caso, bevande alcoliche.
La Polizia ha quindi trasmesso un rapporto alle autorità competenti, al Laboratorio cantonale, all'Ufficio federale della sanità pubblica e all'Associazione Svizzera per la Prevenzione del Tabagismo, evidenziando come questa vulnerabilità non interessi solo i distributori di Ponte Tresa, ma rappresenti un problema potenzialmente diffuso a livello nazionale. Il caso dimostra come un sistema di verifica dell’età basato esclusivamente sulla scansione di un documento, senza un’effettiva verifica dell’identità dell'acquirente, possa essere facilmente eluso e risultare insufficiente a garantire il rispetto del divieto di vendita dei prodotti del tabacco ai minorenni.
Basilea : un distributore senza autorizzazione
Il 14 luglio 2026 la Basler Zeitung ha rivelato che un distributore automatico di sigarette elettroniche installato nel Gerbergässlein, un vicolo del centro storico di Basilea, si trovava lì senza aver ottenuto le autorizzazioni necessarie.[iii] I servizi preposti alla tutela del patrimonio culturale sono quindi intervenuti, intimando a Sibannac GmbH, la società che gestisce il distributore, di rimuoverlo o di regolarizzare la situazione inoltrando la richiesta prevista dalla legislazione edilizia. Questo caso evidenzia che i distributori automatici sono un problema non solo per la verifica dell’età e la protezione della popolazione minorenne, ma anche per l’occupazione dello spazio pubblico, il rispetto delle norme di pianificazione e l’integrazione di tali apparecchi in siti storici protetti. Non solo: esso dimostra anche che vi sono gestori disposti a installare distributori automatici senza curarsi delle autorizzazioni necessarie, il che solleva inevitabilmente interrogativi sul rispetto degli obblighi stabiliti dalla legislazione in vigore.
Questo caso, infine, illustra una tendenza preoccupante: vi sono gestori che sembrano privilegiare una logica del fatto compiuto e del profitto. Alle autorità, poi, l’onere di intervenire per far rispettare la normativa in vigore.
I test di acquisto confermano le carenze strutturali dei distributori automatici
Al di là di questi esempi, i dati disponibili dimostrano che non si tratta di casi isolati. Per quanto riguarda la verifica dell’età, i test di acquisto confermano che i distributori automatici installati sul territorio svizzero presentano carenze strutturali.
Infatti, i test condotti nel 2023 nel Canton Vaud da Unisanté, dalla Fondazione vodese contro l’alcolismo e dalla Polizia cantonale del commercio hanno chiaramente dimostrato le carenze dei distributori automatici su questo fronte. Sono stati controllati 393 punti vendita, con 103 test di acquisto presso un distributore automatico, pari al 26.2% del totale. L’età dei giovani è stata verificata solo nel 57.3% dei casi, contro il 72.4% dei casi in cui l’acquisto è stato effettuato entrando direttamente in contatto con personale di vendita. In particolare, il 46.6% dei tentativi effettuati presso un distributore automatico, ovvero quasi uno su due, ha permesso a un minorenne di acquistare un prodotto contenente tabacco, contro il 24.1% degli acquisti effettuati direttamente in contatto con personale di vendita. I distributori automatici svolgono un ruolo particolarmente importante nei ristoranti, nei bar, nei caffè e negli alberghi, dove quasi quattro test su cinque sono stati effettuati tramite questo canale e dove il tasso complessivo di acquisto riuscito da parte di un minorenne ha raggiunto il 44.8%. Questi risultati dimostrano che la presenza di un dispositivo di verifica dell’età (ad es. un gettone consegnato dal personale o la scansione del documento d’identità) non garantisce di per sé il rispetto del divieto di vendita. L’efficacia del sistema dipende anche dal modo in cui l’apparecchio è installato, utilizzato e tenuto sotto controllo, nonché dalla vigilanza del personale addetto a consentirne o meno l’accesso.[iv]
LPTab e distributori automatici : un’incompatibilità strutturale ?
Gli esempi evocati fin qui dimostrano che le difficoltà riscontrate non sono dovute solo a malfunzionamenti tecnici o a errori isolati, e sollevano una domanda più fondamentale: i distributori automatici sono un canale di vendita compatibile con l’obiettivo di protezione della popolazione minorenne perseguito dalla LPTab? A differenza di un commercio al dettaglio, un distributore automatico non consente la verifica dell’età dell’acquirente da parte di un addetto, nel caso vi sia un dubbio. Può capitare che i sistemi elettronici di verifica siano disattivati, configurati in modo errato o non sufficientemente protetti e, non va dimenticato, il loro corretto funzionamento può essere verificato solo mediante controlli regolari. Inoltre, numerosi esempi osservati in Svizzera e in Germania dimostrano che questi apparecchi sono installati in luoghi molto frequentati, soprattutto da giovani, o addirittura in prossimità di scuole, e che mettono in vendita prodotti contenenti nicotina accanto a prodotti comuni quali bibite o snack.[v] Questo modo di presentare la merce assimila i prodotti contenenti nicotina a banali prodotti di consumo corrente, e li rende ancora più visibili a un pubblico adolescente. Una situazione che evidenzia i limiti di un sistema basato principalmente su misure tecniche di verifica dell’età, piuttosto che su una restrizione del canale di distribuzione stesso.
La situazione giuridica in Svizzera
In Svizzera, la vendita di prodotti del tabacco, sigarette elettroniche e altri prodotti contenenti nicotina nei distributori automatici è ancora consentita. Tuttavia, a partire dal 1° ottobre 2024, data di entrata in vigore della LPTab, la vendita di tali prodotti ai minori di 18 anni è vietata su tutto il territorio nazionale. Di conseguenza, i gestori dei distributori automatici sono tenuti a mettere in atto misure adeguate per garantire il rispetto di tale divieto. La legislazione federale stabilisce un obbligo di risultato, ovvero impedire l’accesso ai minorenni, ma non prescrive una tecnologia specifica per verificare l’età, né requisiti tecnici uniformi per tutti i distributori automatici. In pratica, i gestori possono adottare dispositivi di controllo diversi, a condizione che siano considerati idonei a impedire la vendita a minorenni. Inoltre, l’applicazione della LPTab spetta alle autorità cantonali, che hanno la possibilità di verificare il rispetto di tali obblighi, ma anche di adottare disposizioni più restrittive rispetto alla legislazione federale.
Difficoltà nell’applicazione della legge
Le principali difficoltà risiedono nell’applicare in modo efficace quanto previsto dalla legge. Poiché essa non impone un sistema uniforme di verifica dell’età, ogni gestore è libero di adottare la soluzione tecnica che preferisce. Inevitabilmente, ciò comporta livelli di affidabilità variabili. A seconda dei dispositivi utilizzati, la verifica può avvenire tramite carta di credito, documento d’identità elettronico, gettone rilasciato dopo una verifica da parte del personale o sblocco a distanza. Tuttavia, questi sistemi non sempre consentono di verificare che l’utente del distributore automatico sia effettivamente la persona di cui è stata verificata l’età. Un minorenne può farsi prestare la carta di credito da un maggiorenne o chiedergli di andare a ritirare il gettone al suo posto, mentre una verifica a distanza non garantisce sistematicamente un’identificazione affidabile dell’acquirente. Inoltre, l’utilizzo dei distributori automatici consente di accedere ai prodotti senza interagire direttamente con il personale di vendita, ciò che esclude la possibilità di una verifica umana in caso di dubbi sull’età dell’acquirente. Infine, l’applicazione di questa legislazione spetta alle autorità cantonali, il che può comportare differenze nell’intensità dei controlli, nella frequenza dei test di acquisto, nella valutazione dei sistemi di verifica dell’età e nell’adozione di sanzioni. Questa eterogeneità solleva interrogativi circa l’efficacia del sistema adottato dalla Confederazione per impedire l’accesso dei minorenni ai prodotti del tabacco e della nicotina.
La situazione nei Cantoni
Dall’analisi comparativa emerge che in Svizzera la politica in questo ambito non è uniforme. Mentre Appenzello Esterno vieta totalmente la vendita di prodotti del tabacco nei distributori automatici, la maggior parte dei Cantoni si limita a imporre «misure adeguate», rinunciando tuttavia a definire standard tecnici minimi. Questo approccio lascia un ampio margine di discrezionalità sia ai gestori sia alle autorità chiamate a far rispettare la legge, con il risultato che i livelli di protezione variano notevolmente da un Cantone all’altro.
La mancanza di criteri uniformi è un punto molto debole dell’attuale sistema. È raro che una legislazione cantonale specifichi le caratteristiche che i sistemi di verifica dell’età devono presentare (ad es. autenticazione in tempo reale, riscontro biometrico o conferma dell’identità). In pratica, la scelta del sistema da implementare è lasciata ai gestori, mentre le autorità cantonali dispongono, da parte loro, di un ampio margine di discrezionalità per valutarne la conformità.
Questa situazione è particolarmente preoccupante alla luce di quanto si può constatare sul campo. Il caso di cui si è occupata la Polizia intercomunale del Malcantone Ovest dimostra infatti che un sistema di verifica ritenuto conforme può essere aggirato facilmente presentando la fotografia del retro di un documento d’identità di una persona maggiorenne, e che il rispetto formale dei requisiti legali non garantisce necessariamente una protezione efficace della popolazione minorenne.
L’eterogeneità delle normative cantonali e la mancanza di standard tecnici armonizzati sollevano interrogativi circa l’efficacia dell’attuale sistema. Di fronte alle lacune della LPTab, che continuano a ostacolare una protezione efficace della popolazione minorenne, i Cantoni dispongono tuttavia di un ampio margine di manovra. Infatti potrebbero, sull’esempio di Appenzello Esterno, vietare totalmente la vendita di prodotti del tabacco e della nicotina nei distributori automatici.
Nicotina accanto a bibite e caramelle : come rendere banale la dipendenza da sostanze
Oltre alle difficoltà di verifica dell’età, i distributori automatici presentano un altro problema di salute pubblica. A differenza di quanto avviene nel commercio al dettaglio, dove l’acquisto di un prodotto a base di tabacco o nicotina richiede un’interazione con il personale – autorizzato a domandare un documento d’identità, rifiutare la vendita o esercitare un effetto dissuasivo – i distributori automatici offrono un accesso impersonale, rapido e costante. Collocati in luoghi pubblici molto frequentati, spesso in prossimità di commerci, stazioni ferroviarie o altri luoghi che attirano i più giovani, contribuiscono a banalizzare i prodotti contenenti nicotina, presentandoli come beni di consumo ordinari, alla stregua di bibite o snack. Questi apparecchi, dunque, non sono solo un canale di vendita, ma diventano anche un supporto pubblicitario permanente, che rende i prodotti a base di nicotina più visibili.
Questa visibilità costante non fa che renderli più interessanti agli occhi degli adolescenti, favorendo gli acquisti d’impulso e contribuendo a banalizzare il consumo di nicotina negli spazi pubblici. Numerose ricerche di salute pubblica hanno dimostrato che la disponibilità e l’accessibilità dei prodotti del tabacco ne influenzano direttamente il consumo, in particolare tra i giovani, per i quali la facilità di accesso costituisce, come è stato dimostrato, uno dei fattori decisivi nell’iniziazione al consumo. Secondo una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2024, che ha preso in esame 62 studi, una maggiore densità di punti vendita comporta un aumento del 23% della probabilità di tabagismo effettivo tra i giovani. Tra le raccomandazioni alle quali giunge, vi è quella di integrare nelle politiche di prevenzione la riduzione di questa disponibilità.[vi] Anche da questo punto di vista, i distributori automatici appaiono difficilmente compatibili con l’obiettivo dii proteggere la popolazione minorenne perseguito dalla LPTab.
La situazione europea : sempre più paesi vietano i distributori automatici
La Svizzera non è l’unico paese confrontato a questa problematica. Tuttavia, un paragone a livello europeo mostra che oggi gli altri paesi tendono a introdurre maggiori controlli, se non addirittura a eliminare questo canale di vendita.
In Europa la situazione è molto eterogenea. In diversi paesi di grandi dimensioni – ad esempio la Francia, il Regno Unito, la Grecia e anche la Turchia, nonché nella maggior parte dei paesi balcanici, baltici e nordici (con l’eccezione della Svezia), la vendita di prodotti del tabacco o contenenti nicotina tramite distributori automatici è vietata. Al contrario, in altri paesi, in particolare in Germania, in Italia e in Polonia, questo tipo di vendita rimane autorizzato, generalmente a condizione che siano adottati sistemi rigorosi per verificare l’età dell’acquirente.[vii]
La tendenza generale è quella di una progressiva eliminazione dei distributori automatici. Tutti i paesi che li mantengono ancora (Germania, Austria, Italia e Spagna in particolare) hanno introdotto sofisticati sistemi di verifica dell’età per escludere la vendita a persone minorenni.
Oggi la Svizzera è uno dei pochi paesi dell’Europa occidentale che considera ancora i distributori automatici un canale di vendita accettabile, nonostante la tendenza europea si quella di eliminarlo o per lo meno di regolamentarlo in modo sempre più rigoroso.
Conclusione
I diversi episodi che abbiamo esposto qui a titolo di esempio (avvenuti nei Cantoni di Berna, Ticino e Basilea Città), i risultati dei test di acquisto effettuati nel Canton Vaud, nonché l’analisi del quadro giuridico svizzero, conducono tutti alla stessa conclusione: i distributori automatici presentano carenze strutturali che non possono essere interamente compensate con dispositivi tecnici per la verifica dell’età. A differenza di un commercio al dettaglio che impiega personale di vendita, il distributore automatico non consente una verifica umana dell’identità dell’acquirente e rimane vulnerabile a errori di configurazione, guasti tecnici e aggiramenti del sistema. Inoltre, contribuisce a rendere banali i prodotti contenenti nicotina, garantendo loro una visibilità permanente nello spazio pubblico, spesso in prossimità di luoghi frequentati dai più giovani. In questo contesto, una protezione efficace della popolazione minorenne richiede non solo controlli e sanzioni più rigorosi, ma anche una riflessione sulla progressiva eliminazione di questo canale di distribuzione. L’evoluzione osservata in numerosi paesi europei dimostra che oggi una misura di questo tipo non solo è del tutto fattibile, ma sta diventando la norma.
Alla luce dei dati disponibili, vietare i distributori automatici di prodotti del tabacco e di prodotti contenenti nicotina sembra essere la misura più efficace per garantire una protezione uniforme della popolazione minorenne su tutto il territorio svizzero. Inoltre, questa misura si accorderebbe a una tendenza attualmente osservata in gran parte dell’Europa.
Di fronte alle lacune della LPTab e alle difficoltà incontrate finora per rafforzare la legislazione federale – e ciò nonostante oggi si disponga di solide basi scientifiche sulle quali argomentare – i Cantoni si confermano gli attori più adatti a migliorare la protezione della popolazione minorenne. Seguendo l’esempio di Appenzello Esterno, potrebbero vietare totalmente la vendita di prodotti del tabacco e della nicotina nei distributori automatici, garantendo così una protezione più efficace e uniforme della popolazione più giovane.
Luciano Ruggia, 11 agosto 2026
[i] Gnos, Fabienne (2026) «Bin schockiert»: Automat ohne Alterscheck führt Vapes und Zigis. Am Bahnhof Wabern bei Bern verkauft ein Selecta-Automat Zigaretten, Vapes und Snus ohne Alterskontrolle. Selecta hat nach dem 20-Minuten-Selbstversuch eine technische Überprüfung angekündigt. In : 20 Minuten, 4 luglio 2026. Disponibile online : https://www.20min.ch/story/wabern-bei-bern-bin-schockiert-automat-ohne-alterscheck-fuehrt-vapes-und-zigis-103595819.
[ii] Hillig, Johannes; Rosser, Angela (2026) Verkauft Selecta wieder Zigaretten? Das Internet rätselt gerade über ein Video, das zeigen soll, wie Zigaretten und Tabak neben Snacks und Getränken im Automaten stehen. Das ist tatsächlich wahr und absolut legal. In : Blick, 26 giugno 2026. Disponibile online : https://www.blick.ch/schweiz/raetsel-um-instagram-clip-verkauft-selecta-wieder-zigaretten-id22063025.html.
[iii] Schanzer, Sebastian (2026) «Wilder» E-Zigaretten-Automat im Gerbergässlein. Ein Automat ohne Bewilligung in der Innenstadt? Die Denkmalpflege schreitet ein. In : Basler Zeitung, 14 luglio 2026.
[iv] Notari, Luca; Naula, Malika (2024) Achats-tests tabac et alcool dans le canton de Vaud. Résultats des achats-tests tabac 2023 et 2024. Dipendenze Svizzera. Losanna. Disponibile online: https://www.unisante.ch/fr/media/2324/download
[v] Gaitzsch, Anneke (2026) Vapes und Energy-Drinks vor der Schultür: Itzehoes Schulen schlagen Alarm. In : SHZ, 3 luglio 2026. Disponibile online : https://www.shz.de/lokales/itzehoe/artikel/vapes-und-snacks-im-automaten-itzehoer-lehrer-schlagen-alarm-50853983.
[vi] Martin-Gall, Veronica; Neil, Amanda; Macintyre, Kate; Rehman, Sabah; Nguyen, Thuy Phuong; Harding, Ben; Gall, Seana (2024) Tobacco retail availability and smoking-A systematic review and meta-analysis. In : Drug and Alcohol Review, vol. 43, n° 7, p. 1718–1732. DOI: 10.1111/dar.13936.
[vii] https://extranet.who.int/fctcapps/fctcapps/fctc/implementation-database/indicators/sale-tobacco-products-vending-machines-prohibited (consultato il 14.07.2026)