- 25.08.2026
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150’000 tiri e sempre un passo avanti alla regolamentazione
di Luciano Ruggia
Fino a pochi anni fa, le sigarette elettroniche usa e getta promettevano qualche centinaio di tiri. Poi sono arrivate le «puff» da 5’000, 10’000 o 15’000 tiri. Oggi questa corsa sembra aver perso ogni misura: in Svizzera vengono messi in vendita dispositivi che dichiarano 40’000, 50’000, 60’000, 100’000 e persino 150’000 tiri.
Ma dietro questa spettacolare inflazione dei numeri si nasconde un’evoluzione probabilmente ancora più importante: la «big puff» sta cambiando forma.
Ricaricabili, multi-serbatoio, multi-cartuccia, talvolta multi-aroma: i produttori stanno sviluppando nuove architetture che conservano le caratteristiche commerciali delle puff, allontanandosi progressivamente dal classico dispositivo usa e getta.
Questa evoluzione rappresenta una vera sfida per la regolamentazione. Non appena una categoria di prodotti viene regolamentata, appare una nuova architettura. Il mercato evolve a una velocità che la sorveglianza e l’applicazione della legislazione sembrano oggi fare molta fatica a seguire.
WASPE pubblicizzata con 150’000 tiri e una concentrazione di nicotina del 5% (50 mg/ml), ossia 2,5 volte superiore alla concentrazione massima autorizzata in Svizzera, offerta su un sito internet destinato al mercato svizzero al prezzo di CHF 39.95. L’acquisto può essere effettuato senza alcun controllo effettivo dell’età, con semplice pagamento tramite TWINT. Tutti gli screenshot sono stati realizzati il 24 agosto 2026.
Da 12’000 a 150’000 tiri su un sito destinato al mercato svizzero
Non si tratta soltanto di prodotti individuati su piattaforme asiatiche. AT Svizzera ha identificato dispositivi di questo tipo offerti direttamente ai consumatori svizzeri.
Il negozio online Only4Today indica i prezzi in franchi svizzeri, accetta tra l’altro pagamenti tramite TWINT e offre consegne postali in Svizzera. Il suo assortimento è sufficiente, da solo, a mostrare l’escalation in corso:
- RandM Tornado: da 12’000 a 15’000 tiri;
- VOZOL Rave: 40’000 tiri;
- VOZOL Ice & Sweet e Star Click: 50’000 tiri;
- WASBAR: 60’000 tiri;
- Vapsolo Quads 4-in-1: 80’000 tiri;
- WASPE 4-in-1: 100’000 tiri;
- WASPE 6-in-1: 150’000 tiri.
Il modello che dichiara 100’000 tiri è proposto a circa 36 franchi, mentre quello che ne dichiara 150’000 costa circa 40 franchi.
Panoramica dei prezzi indicati sul sito web svizzero only4today.shop.
Nel giro di pochi anni, il mercato è così passato da qualche centinaio di tiri a numeri a sei cifre.
Questi numeri devono naturalmente essere considerati per quello che sono: dichiarazioni commerciali dei produttori. Non esiste un metodo standardizzato che permetta di garantire che un dispositivo pubblicizzato come capace di 150’000 tiri consenta effettivamente a un consumatore di effettuarne così tanti.
Ma anche se le indicazioni «100K» o «150K» sono in parte marketing, i volumi e le architetture tecniche dichiarati per questi prodotti sono particolarmente preoccupanti.
Fino a 64 ml di liquido dichiarati per un singolo dispositivo
Il produttore del WASPE AIVIOU 150K presenta il proprio prodotto come capace di offrire fino a 150’000 tiri e dichiara una capacità totale che può raggiungere 64 ml di e-liquid.
Il dispositivo dispone di una batteria ricaricabile tramite USB-C, di diverse resistenze e di un sistema che consente di avere più aromi all’interno dello stesso apparecchio. A seconda dei mercati vengono inoltre commercializzate varianti con differenti concentrazioni di nicotina.
A titolo di confronto, la regolamentazione svizzera limita a 2 ml la capacità dei serbatoi delle sigarette elettroniche usa e getta e delle cartucce monouso contenenti nicotina. I flaconi di ricarica contenenti nicotina sono invece limitati a 10 ml.
Un volume dichiarato di 64 ml equivale quindi a 32 serbatoi da 2 ml.
Ciò non significa automaticamente che un sistema multi-serbatoio o multi-cartuccia debba essere giuridicamente considerato come un unico serbatoio usa e getta da 64 ml. Ed è proprio qui che inizia il problema: le architetture tecniche evolvono e diventano sempre più complesse, mentre la regolamentazione si basa in larga misura su categorie di prodotti definite in un determinato momento.
Una WASPE 150K con una concentrazione di nicotina del 5% contiene 64 ml di liquido a circa 50 mg/ml, ossia complessivamente circa 3’200 mg (3,2 g) di nicotina. A titolo di confronto, un fumatore assorbe mediamente nell’ordine di 1 mg di nicotina per sigaretta. La quantità totale di nicotina contenuta in uno solo di questi dispositivi corrisponde quindi, in ordine di grandezza, alla quantità di nicotina assorbita fumando circa 3’000 sigarette, ossia circa 150 pacchetti da 20 sigarette. Questo confronto riguarda esclusivamente la quantità di nicotina e non significa che l’utilizzo di una simile sigaretta elettronica equivalga effettivamente a fumare 3’000 sigarette: la percentuale di nicotina contenuta nel liquido che viene effettivamente aerosolizzata e successivamente assorbita dall’utilizzatore dipende fortemente dal dispositivo e dalle modalità di utilizzo.
Abbiamo fatto il test: nessun controllo effettivo dell’età
AT Svizzera ha voluto andare oltre la semplice osservazione delle offerte disponibili su Internet e verificare a quali condizioni questi prodotti possano essere realmente acquistati in Svizzera.
Abbiamo quindi effettuato, utilizzando diverse identità, vari acquisti di prova sul sito Only4Today. Gli ordini riguardavano in particolare sigarette elettroniche che dichiaravano un numero molto elevato di tiri e, in alcuni casi, prodotti offerti con una concentrazione di nicotina dichiarata del 5% – ossia 50 mg/ml, mentre la concentrazione massima autorizzata in Svizzera è di 20 mg/ml.
Prodotto illegale: WASPE 100K con il 5% di nicotina (50 mg/ml), acquistato da AT Svizzera senza alcun controllo effettivo dell’età.
Il risultato di questi acquisti di prova è particolarmente preoccupante.
Durante i nostri diversi ordini non è stato effettuato alcun controllo effettivo dell’età dell’acquirente.
È stato possibile selezionare, ordinare e pagare i prodotti, in particolare tramite TWINT, senza che ci venisse richiesto un documento d’identità o un’altra prova che permettesse di stabilire l’età dell’acquirente.
Dall’entrata in vigore della Legge federale sui prodotti del tabacco e sulle sigarette elettroniche (LPTab), la consegna di sigarette elettroniche a persone di età inferiore ai 18 anni è vietata. Nel commercio online, tuttavia, questo divieto può produrre effetti soltanto se esistono meccanismi che consentono di verificare effettivamente che l’acquirente abbia raggiunto l’età minima prevista dalla legge.
Una semplice dichiarazione di maggiore età o il fatto di disporre di un mezzo di pagamento non costituiscono di per sé un controllo affidabile dell’età.
I nostri acquisti di prova evidenziano quindi un duplice potenziale problema di conformità: da un lato, prodotti le cui caratteristiche dichiarate sembrano superare i limiti previsti dalla legislazione svizzera; dall’altro, l’assenza di un controllo effettivo dell’età durante diversi acquisti effettuati da AT Svizzera.
La constatazione è tanto più preoccupante in quanto non richiede alcuna conoscenza particolare né ricerche nelle profondità di Internet. Questi prodotti sono offerti apertamente su un webshop destinato al mercato svizzero e possono essere pagati da chiunque, compresi i minorenni, utilizzando uno dei mezzi di pagamento più diffusi nel Paese.
La «big puff» non scompare: cambia forma
Il problema va tuttavia ben oltre il caso di un singolo webshop o di alcuni prodotti.
Le prime puff erano tecnicamente relativamente semplici: una batteria, un serbatoio pre-riempito e una resistenza. Quando il liquido o la batteria erano esauriti, l’intero dispositivo veniva gettato.
La nuova generazione è molto più sofisticata.
Batterie ricaricabili, cartucce pre-riempite o sostituibili, serbatoi multipli, diverse resistenze e più aromi nello stesso dispositivo permettono di creare sistemi ibridi che diventano sempre più difficili da ricondurre alle categorie regolamentari tradizionali.
Questa evoluzione non riguarda soltanto la Svizzera.
Recenti osservazioni del mercato statunitense indicano che i dispositivi strettamente usa e getta stanno perdendo terreno a favore di sistemi con cartucce pre-riempite o ricaricabili. Ciò non significa tuttavia che il modello della «big puff» stia scomparendo.
La grande capacità sta semplicemente migrando verso altre architetture tecniche.
In altre parole, regolamentare la forma «usa e getta» non significa necessariamente regolamentare il modello commerciale che vi sta dietro.
Una regolamentazione può prendere di mira i dispositivi usa e getta; i produttori possono rispondere aggiungendo una batteria ricaricabile. Una limitazione relativa a un singolo serbatoio può favorire sistemi con più cartucce o più camere. Quando un’architettura diventa problematica o viene regolamentata, una nuova generazione può rapidamente prenderne il posto.
Si tratta di una vera e propria corsa agli armamenti regolamentare.
Le puff usa e getta ad altissima capacità sono ancora ben presenti sul mercato.
40K, 60K, 100K, 150K: l’escalation diventa un argomento di vendita
L’inflazione del numero di tiri non è soltanto una conseguenza dell’evoluzione tecnica. È diventata un elemento centrale del marketing.
Le confezioni e i nomi dei prodotti mettono ormai in primo piano questi numeri come se rappresentassero generazioni successive: 40K, 50K, 60K, 80K, 100K, 150K.
A ciò si aggiungono aromi multipli, schermi digitali, indicatori della batteria e del liquido, regolazione della potenza o del flusso d’aria e diverse modalità di utilizzo. Alcuni dispositivi consentono persino di passare da un aroma all’altro senza cambiare sigaretta elettronica.
Siamo quindi molto lontani dall’immagine ancora talvolta associata alla sigaretta elettronica come semplice dispositivo che permette a un fumatore adulto di sostituire la sigaretta con un prodotto che eroga nicotina.
Si tratta ormai di un’industria di prodotti elettronici di consumo in rapidissima evoluzione, nella quale la novità, la capacità, il numero di aromi, la sofisticazione tecnologica e l’escalation delle prestazioni dichiarate costituiscono veri e propri argomenti commerciali.
Ricaricabile non significa sostenibile
Questa trasformazione pone anche un problema ambientale.
Il fatto che una batteria possa essere ricaricata tramite USB non trasforma automaticamente un prodotto in un dispositivo sostenibile.
Questi dispositivi contengono comunque plastica, una batteria al litio, componenti elettronici, resistenze e serbatoi. Quando le resistenze o altri componenti non sostituibili raggiungono la fine della loro vita utile, una parte importante – se non la totalità – del dispositivo diventa un rifiuto elettronico.
La distinzione tra «usa e getta» e «ricaricabile» può quindi essere molto meno pertinente dal punto di vista ambientale di quanto lasci intendere il vocabolario commerciale.
Un prodotto utilizzato per alcune settimane prima di essere gettato rimane fondamentalmente un prodotto dalla durata di vita molto breve, anche se la sua batteria è stata ricaricata più volte nel frattempo.
Il problema svizzero non è più soltanto la legge, ma la sua applicazione
Dal 1° ottobre 2024, con la LPTab, la Svizzera dispone di una legislazione federale che regolamenta le sigarette elettroniche e vieta in particolare la loro consegna ai minorenni.
Sulla carta, quindi, le regole esistono.
Ma una regola produce effetti soltanto se il suo rispetto viene controllato.
Gli acquisti di prova realizzati da AT Svizzera sollevano, a questo proposito, domande molto concrete. Come possono essere offerte ai consumatori svizzeri sigarette elettroniche con concentrazioni di nicotina dichiarate del 5%? Come vengono controllati prodotti che dichiarano capacità così elevate? E come è possibile effettuare diversi ordini senza alcun controllo effettivo dell’età?
Più fondamentalmente: chi sorveglia il commercio online e che cosa accade quando viene identificato un prodotto potenzialmente non conforme?
Questo esempio mette in evidenza una debolezza fondamentale del sistema attuale. La LPTab può stabilire limiti per la nicotina, regolamentare le capacità e vietare la vendita ai minorenni; se il mercato non viene sorvegliato sistematicamente e se le regole non vengono effettivamente applicate, queste protezioni rischiano di rimanere in larga misura teoriche.
Il problema non consiste quindi soltanto nel determinare se la legislazione debba essere rafforzata. Occorre anche garantire che quella già esistente venga realmente applicata.
Bisogna sorvegliare l’offerta, non soltanto il consumo
Questa corsa tecnologica dimostra infine perché la sorveglianza delle sigarette elettroniche non possa basarsi esclusivamente sulle indagini condotte presso la popolazione.
Quando un nuovo tipo di prodotto diventa visibile nelle statistiche sui consumi, il mercato può già essersi spostato verso la generazione successiva.
I produttori, invece, dispongono di informazioni quasi immediate. Le vendite online, i dati per marca e modello, i commenti dei consumatori e le tendenze sui social media consentono di individuare rapidamente ciò che funziona e di adattare la produzione.
Il ciclo può essere estremamente breve:
vendite e reazioni dei consumatori → analisi del mercato → adattamento della produzione → nuova generazione di prodotti → nuove vendite.
La Svizzera deve essere in grado di osservare il mercato con una rapidità paragonabile.
Ciò implica una sorveglianza attiva dell’offerta: monitoraggio sistematico dei negozi online, identificazione dei nuovi prodotti, acquisti di prova, controllo delle capacità e delle concentrazioni di nicotina dichiarate o effettive, verifica dei sistemi di controllo dell’età, identificazione degli importatori ed esame delle nuove architetture tecniche.
Il fatto che AT Svizzera possa identificare e ordinare su Internet dispositivi che dichiarano fino a 150’000 tiri dimostra che questa sorveglianza non è affatto una questione astratta.
Un’offerta estera direttamente accessibile dalla Svizzera
Il problema non si limita ai negozi online stabiliti in Svizzera o direttamente rivolti al mercato svizzero. È infatti estremamente facile ordinare gli stessi prodotti su siti esteri che effettuano consegne direttamente in Svizzera. Diversi webshop europei commercializzano sigarette elettroniche che dichiarano 60’000, 100’000 o addirittura 150’000 tiri, talvolta con concentrazioni di nicotina fino al 5% (50 mg/ml), e indicano esplicitamente la Svizzera tra i Paesi di destinazione. Alcuni pubblicizzano persino consegne in pochi giorni da magazzini situati nell’Unione europea. Con pochi clic, i consumatori svizzeri possono quindi accedere a un’offerta internazionale di prodotti che superano ampiamente i limiti previsti dalla legislazione svizzera. Ciò mette in evidenza le notevoli difficoltà che il commercio online transfrontaliero pone alla sorveglianza del mercato e all’effettiva applicazione della regolamentazione.
Dopo 150’000 tiri, quale sarà il prossimo passo?
La storia recente delle sigarette elettroniche dovrebbe indurre alla prudenza.
600 tiri sono diventati 5’000. Poi 10’000, 20’000, 50’000 e 100’000. Ora siamo arrivati a 150’000.
Nel frattempo, la puff un tempo completamente usa e getta diventa ricaricabile, multi-cartuccia, multi-serbatoio e multi-aroma.
Di fronte a questa evoluzione, in Svizzera si sovrappongono due problemi.
Il primo è di natura regolamentare: le categorie e le norme devono riuscire a seguire un mercato capace di trasformare rapidamente l’architettura dei propri prodotti.
Il secondo riguarda l’applicazione della legge: le regole già esistenti – in particolare in materia di nicotina e protezione dei minorenni – devono essere effettivamente controllate e applicate.
Gli acquisti di prova effettuati da AT Svizzera dimostrano quanto sia urgente questa seconda questione.
Un divieto di vendita ai minorenni senza un controllo effettivo dell’età non è una protezione. Un limite legale senza sorveglianza del mercato non è una garanzia. E una regolamentazione che insegue sempre la generazione precedente di prodotti rimarrà costantemente in ritardo rispetto all’industria.
AT Svizzera chiede ancora una volta un rafforzamento della sorveglianza del mercato delle sigarette elettroniche in Svizzera, che comprenda in particolare controlli sistematici del commercio online e acquisti di prova, nonché un rapido chiarimento dello statuto regolamentare dei nuovi sistemi ad altissima capacità.
Perché mentre stiamo ancora discutendo delle «puff», il mercato è già passato alle 100’000 e 150’000 tiri.
Oggi 150’000. E domani?