12 - Commercio illecito di tabacco in Svizzera

La questione del «mercato nero» del tabacco viene regolarmente sollevata in Svizzera per mettere in guardia contro un aumento della tassazione dei prodotti del tabacco e della nicotina. Secondo questa argomentazione, imposte più elevate comporterebbero automaticamente un aumento del contrabbando, una crescita del commercio illecito e perdite fiscali per la Confederazione. Il presente rapporto esamina tale affermazione sulla base dei dati disponibili in Svizzera, delle statistiche dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC), delle stime elaborate da KPMG per Philip Morris International, delle Empty Pack Surveys e del rapporto del Consiglio federale del dicembre 2025.

La conclusione principale è semplice: attualmente la Svizzera non dispone di dati che consentano di misurare in modo affidabile la reale entità del commercio illecito di tabacco sul proprio territorio. Esistono infrazioni doganali e operazioni di contrabbando, ma i dati ufficiali disponibili non forniscono un insieme di indizi convergenti che permetta di dimostrare l’esistenza di un vasto mercato clandestino strutturato che alimenti in misura significativa il consumo svizzero. Lo stesso UDSC riconosce che le sue statistiche non consentono di distinguere con precisione i prodotti, le categorie di infrazione, le date effettive dei sequestri o la destinazione finale delle merci.