- 04.02.2026
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Sigarette elettroniche: un nuovo rapporto ufficiale richiama importanti rischi per la salute
Un nuovo rapporto scientifico dell’ANSES (Agenzia nazionale francese per la sicurezza sanitaria), pubblicato in questi giorni, fa il punto sui rischi per la salute legati al vaping. Mentre la sigaretta elettronica continua a essere presentata come un’alternativa «meno nociva» al tabacco, l’agenzia ricorda che l’assenza di combustione non equivale all’assenza di pericoli.
Sulla base di un’analisi approfondita della letteratura scientifica, l’ANSES conclude che l’inalazione ripetuta dell’aerosol delle sigarette elettroniche può essere associata a effetti cardiovascolari e respiratori, in particolare in presenza di nicotina, ma anche indipendentemente da essa. Durante il riscaldamento dei liquidi vengono regolarmente identificate sostanze tossiche, come alcuni aldeidi irritanti. Il rapporto segnala inoltre possibili rischi a medio e lungo termine, compresi meccanismi che potrebbero contribuire alla cancerogenesi, nonché potenziali effetti sullo sviluppo del feto in caso di esposizione durante la gravidanza.
L’agenzia sanitaria francese è molto chiara su un punto: il vaping non deve in alcun caso essere promosso tra i non fumatori e i giovani. Invita a una particolare vigilanza rispetto alla banalizzazione di questi prodotti, soprattutto attraverso aromi attrattivi e strategie di marketing aggressive.
Per i fumatori, il vaping può essere preso in considerazione unicamente come soluzione transitoria nell’ambito di un percorso di cessazione dal tabacco.
Quando l’incertezza scientifica impone prudenza
Sebbene alcune questioni rimangano aperte — in particolare riguardo agli effetti a lungo termine — l’ANSES richiama implicitamente un principio fondamentale della sanità pubblica: l’assenza di prove di nocività non è una prova di innocuità (absence of evidence is not evidence of absence). In questo contesto, il principio di precauzione dovrebbe prevalere, soprattutto per proteggere i giovani, i non fumatori e le popolazioni vulnerabili.
Questa esigenza di prudenza è tanto più giustificata dal fatto che la qualità delle sigarette elettroniche presenti sul mercato è estremamente variabile. In Svizzera, una recente analisi condotta dal Laboratorio cantonale di Basilea ha evidenziato la presenza di sostanze non dichiarate e vietate in alcuni prodotti per il vaping, portando a un divieto ufficiale di vendita per 21 prodotti su 32 analizzati. Questo caso illustra le derive di un mercato ancora insufficientemente regolamentato e i rischi concreti per i consumatori.
Conclusione
In questo contesto, diventa sempre più difficile giustificare l’immissione sul mercato di sigarette elettroniche “selvagge”, insufficientemente controllate e debolmente regolamentate. Finché la sicurezza di questi prodotti non potrà essere garantita e permarranno incertezze rilevanti sui rischi sanitari a medio e lungo termine, la tutela della salute pubblica deve prevalere sugli interessi commerciali.
Links (solamente in francese):
Avis et rapport de l'Anses relatifs à l'évaluation des risques sanitaires liés aux produits du vapotage (étude détaillée)