OMS-Convenzione quadro

Il 21 maggio 2003 alla 56ª assemblea a Ginevra i 192 Stati membri dell' Organizzazione mondiale della sanità OMS votarono all'unanimità la Convenzione internazionale sul controllo dei tabacchi. L'accordo definisce le basi che dovranno governare nel 21esimo secolo la diffusione globale del tabacco e dei suoi derivati. Costituiscono un tema centrale la pubblicità e la promozione di tabacchi, diversificazioni nella coltivazione del tabacco, contrabbando e tasse. Si tratta del primo accordo legalmente vincolante nella storia dell'OMS. La Convenzione sul controllo dei tabacchi è entrata in vigore il 27 febbraio 2005.

Perché una convenzione internazionale?

L'epidemia da tabacco non può essere dominata solo a livello nazionale. Per diversi motivi per il controllo del tabacco sono necessari sforzi sopranazionali.

  • L'industria del tabacco traffica a livello globale. Le imprese multinazionali del tabacco conquistano sempre più nuovi mercati nei Paesi del Sud del mondo. Nell'America del Nord ed Europa le vendite di sigarette sono diminuite da quando la popolazione viene informata sui rischi alla salute e i governi regolano più severamente il consumo.
  • L'epidemia da tabacco ha travolto il mondo intero. Oggi muoiono ogni anno 5,4 milioni di persone a causa del consumo di tabacco. Se l'epidemia continua ad avanzare indisturbata, nel 2030 saranno più di 8 milioni le persone che cadranno annualmente vittime del tabacco. Questo sviluppo procede sempre più a scapito del Sud del mondo. Questi Paesi lamenteranno in futuro l'80 percento dei morti per tabacco.
  • Certi effetti dell'epidemia da tabacco possono essere affrontati efficacemente solo a livello internazionale, ad esempio le campagne di marketing per i tabacchi attraverso televisioni satellitari o il traffico illegale mondiale di tabacchi.

Ancora negli anni Settanta fumare in Svizzera era una norma generalmente accettata. Nel frattempo si è girato pagina. Oggi è riconosciuto come norma il non fumare. Questo cambiamento della norma viene spesso dimenticato nelle discussioni attuali. A metà degli anni Cinquanta fumava il 70 percento degli uomini, nel 2007 erano il 33 percento. Per le donne, la quota media non è mai salita al di sopra di un terzo, nel 2007 fumava il 24 percento delle donne.

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Accordo vincolante

Una convenzione è un accordo internazionale, legalmente vincolante. Comprende i principi e le direttive generali su come i governi debbano comportarsi di fronte ad una problematica come l'epidemia da tabacco. I dettagli delle questioni devono essere regolamentati in cosiddetti protocolli, che vengono annessi alla convenzione cui si riferiscono. Esempi noti per quanto riguarda l'ambiente sono la convenzione dell'ONU sui mutamenti climatici del 1992, col Protocollo di Kyoto del 1997, e la Convenzione di Vienna per la protezione dello strato dell'ozono del 1985, col protocollo di Montreal del 1987.

Nel luglio 2007 a Bangkok la Conferenza delle Parti della convezione quadro ha deciso di dare inoltre avvio a trattative su un protocollo contro il commercio illecito dei tabacchi. Dal 20 al 25 ottobre 2008 si è svolto a Ginevra il secondo giro di trattative.

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Ratificazione

Le convenzioni internazionali, compresi gli annessi protocolli, sono legalmente vincolanti per i Paesi che li ratificano. Una convenzione comprende normalmente impegni generali e un protocollo impegni particolari. La responsabilità dell'applicazione l'assumono i governi nazionali. Come la convenzione quadro sul controllo del tabagismo debba essere rispettata, viene pattuito nel corso della ratificazione.

Spesso in questi accordi entra in azione un resoconto periodico; i governi nazionali debbono depositare regolarmente un rendiconto sulle misure adottate. L'Organizzazione mondiale della sanità, i suoi Stati membri ed inoltre organizzazioni non governative dovrebbero valutare in questo caso le relazioni sul controllo del tabagismo e rilevare le lacune. Proprio negli accordi su questioni ambientali come il Protocollo di Montreal il resoconto vincolante si è affermato.

Ogni convenzione internazionale deve essere ratificata da un numero minimo di Stati prima di diventare giuridicamente vincolante. Il numero necessario per la convenzione sul tabacco è di 40 Stati. Alla fine del mese di novembre 2004 il Perù è stato il 40esimo Stato a riconoscere questa convenzione quadro. Quindi in meno di un anno e mezzo 40 Paesi di ogni parte del mondo hanno compiuto i passi necessari per la ratificazione. Novanta giorni dopo il riconoscimento da parte del 40esimo Stato, cioè il 27 febbraio 2005, la convenzione sul tabacco è entrata in vigore.

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Richieste alla convenzione

Misure legislative per il controllo del tabagismo sono efficaci solo se sono chiare e facilmente applicabili. I termini devono essere definiti in modo inequivocabile e non lasciare aperto nessun margine alle interpretazioni. Scopo principale della convenzione deve essere impedire che l'epidemia da tabacco si espanda ulteriormente nei Paesi del Sud del mondo. I derivati del tabacco creano dipendenza e portano la metà dei fumatori abituali a malattie mortali. Pertanto occorre limitare alle industrie del tabacco la libertà di conquistare nuovi consumatori e continuare ad espandere i loro affari a livello mondiale. Se non si raggiunge questo obiettivo, nei Paesi del Sud del mondo aumenteranno rapidamente malattie dolorose e costose come il tumore ai polmoni. Questi Paesi poi hanno anche troppo pochi finanziamenti per il sistema sanitario e combattono inoltre contro malattie infettive e malnutrizione.

Globalizzazione senza danni alla salute

Scopo della convenzione è scorporare il tabacco dai comuni accordi commerciali. L'Organizzazione mondiale del commercio WTO definisce le regole economiche comuni, la convenzione sul tabacco stabilisce le eccezioni che concernono il tabacco. Quando si tratta di tabacco, la convenzione quadro ha la priorità. Ciò è decisivo per il successo del controllo del tabagismo. Altrimenti tutte le leggi nazionali, per quanto buone ed efficaci, potrebbero essere mandate a monte da accordi commerciali internazionali che tutelano gli interessi dell'industria del tabacco.

Prevenzione del tabagismo per tutte le fasce d'età

La maggior parte dei fumatori sono diventati dipendenti dalla nicotina durante l'infanzia o la giovinezza e, durante l'età adulta, rimangono dipendenti. La maggior parte degli adulti che fumano ha perso la libertà di scegliere: vorrebbero smettere ma non riescono. Anche per i fumatori adulti, come per i ragazzi, occorre intervenire con un aiuto, garantito da una adeguata legislazione.

I ragazzi vogliono apparire adulti e non essere più bambini. In questa fase, adulti fumatori diventano troppo in fretta un esempio da seguire. Perciò, permettendo le sigarette per gli adulti, si rafforza nel contempo nei ragazzi il desiderio di fumare.

D'altra parte, se ci si limita a fornire solo ai ragazzi informazioni e chiarimenti sui danni alla salute provocati dalla sigaretta, si risveglia erroneamente l'opinione che gli adulti siano sufficientemente forti e sappiano contrastare gli effetti negativi del tabacco.

Prezzi elevati e tasse fanno diminuire la domanda

Aumentare il prezzo delle sigarette è il metodo più efficace per abbassarne il consumo. L'armonizzazione dei prezzi è inutile. Costituiscono un buon esempio piuttosto i Paesi che, con ripetuti aumenti del prezzo, hanno fatto diminuire la domanda e contemporaneamente fatto aumentare, per lo Stato, le entrate fiscali.

Porre fine al traffico illegale in modo mirato

Il traffico illecito di tabacchi è un problema sanitario:

  • nel 2006 circa l'11 percento delle sigarette vendute sono circolate sul conto del traffico illegale. Ciò significa una perdita netta per le tasse dai 40 ai 50 miliardi di dollari USA. Inoltre aumenta continuamente il traffico con imitazioni di marche di sigarette, mentre il commercio con le marche originali diminuisce.
  • nel traffico illegale le sigarette sono vendute ad un prezzo inferiore rispetto a quello del commercio legale. Questi tabacchi economici incrementano il consumo e di conseguenza aumentano le malattie legate al consumo di tabacchi. In questo modo il traffico illegale mina le misure per la prevenzione del tabagismo.

Il contrabbando si svolge appena, perché vengono acquistate sigarette in Paesi con una bassa aliquota d'imposta per venderle in Paesi con aliquota alta. Contrabbando e tassazione sono due diverse paia di maniche. Perciò il contrabbando non si combatte abbassando le tasse, ma tassando le sigarette direttamente dove vengono prodotte. I pacchetti di sigarette tassati devono essere identificabili, i produttori rendere conto per sigarette non tassate. Un comportamento corrispondente vale per lo scambio transnazionale di rifiuti pericolosi.

Pubblicità vietata per i tabacchi

Le prove raccolte non ammettono dubbi: solo un divieto totale di pubblicità, sponsorizzazioni e promozioni dei tabacchi può far diminuire in modo efficace il consumo di tabacchi, in particolare fra i bambini e i ragazzi.

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Incentivi economici

Una riduzione continua del consumo di tabacchi porterebbe ad una contrazione minima dei posti di lavoro, in alcuni casi addirittura ad un incremento. In una relazione pubblicata nel 1999 la Banca mondiale dichiara: «Gli effetti negativi sui posti di lavoro del controllo del tabagismo sono stati di gran lunga sopravalutati. La produzione del tabacco occupa un piccolo spazio nella maggior parte delle economie nazionali. Se si eccettuano pochissimi Paesi agricoli che sono fortemente dipendenti dalla coltivazione del tabacco, non ci sarebbe nel complesso perdita di posti di lavoro; se il consumo di tabacco diminuisce a livello globale potrebbero addirittura crearsi nuovi posti di lavoro. Infatti, il danaro che prima si spendeva in sigarette si riverserebbe su altre merci e servizi, creando così nuovi posti di lavoro.»

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Significato per la Svizzera

Durante le trattative di Ginevra, la delegazione svizzera ha posto soprattutto l'accento su una migliore informazione della popolazione sui rischi del consumo di tabacchi, una maggiore tutela dei giovani e dei non fumatori e una più efficace tassazione dei tabacchi.

L'approvazione unanime della convenzione da parte degli Stati membri dell'Organizzazione mondiale della sanità contribuisce a migliorare anche in Svizzera le condizioni generali per la promozione del non fumare, per quanto concerne il divieto di fare pubblicità ai tabacchi. Prevenzione e controllo del tabagismo sono argomenti che meritano un ruolo sempre maggiore nella politica e nella vita pubblica.

Il 25 giugno 2004 la Svizzera nella sede delle Nazioni unite a New York ha firmato la convenzione quadro internazionale. Facendolo, il Consiglio federale ha espresso la sua volontà politica di applicare anche in Svizzera le rivendicazioni dell'accordo, la ratificazione è un obiettivo del Consiglio federale. A questo scopo sono necessari diversi adeguamenti legislativi. Ciò concerne:

  • una piena tutela dal fumo passivo (articolo 8),
  • il divieto di fornire o vendere tabacchi a minorenni (articolo 16),
  • il divieto di produrre e vendere dolciumi, snack, giocattoli o altri oggetti rivolti a minorenni, in forma di tabacchi (articolo 16),
  • il divieto generalizzato di pubblicità, promozione delle vendite e sponsorizzazione di tabacchi (articolo 13).

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Fonti

Ulteriori informazioni sulla convenzione quadro sul controllo del tabagismo si trovano nel sito dell'Organizzazione mondiale della sanità (in lingua inglese): Opens external link in current windowwww.who.int/tobacco/en.

La relazione della Banca mondiale «Curbing the Epidemic: Governments and the Economics of Tobacco Control» si può trovare in Opens external link in current windowwww1.worldbank.org/tobacco.

Informazioni dettagliate sul traffico illegale di tabacchi si trovano nel sito dell'Alleanza per una convenzione quadro FCA Opens external link in current windowwww.fctc.org

Editrice: Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo
Testo: Nicolas Broccard
Situazione: ottobre 2008

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